GEOGRAFIA ASTRONOMICA

Quando si nasce in un luogo, lo si accetta incondizionatamente e lo si ama. E’ forse questa la stupidità, e al tempo stesso il punto di forza degli esseri umani.

Ci salutammo con una granita sulla Nomentana. La brezza estiva passava attraverso il suo abito leggero e le accarezzava il corpo dolcemente. Con il naso all’insù a scrutare il cielo, decise che avrebbe proceduto con ordine, che avrebbe lasciato Roma e che non si sarebbe lasciata coinvolgere ulteriormente.

Sotto degli splendidi raggi di sole, capii che i miei pensieri si erano arrugginiti e che molto probabilmente ogni cosa non era il frutto del banale corso degli eventi. Ebbi la vaga sensazione di aver perso qualcosa. Mi serviva tempo, moltissimo tempo, qualunque cosa decidessi di fare. In questo luogo la luce mi illuminava con il suo calore senza fare differenze, dandomi l’impressione di essere disposto ad aspettarmi per l’eternità. Armato soltanto del mio piccolo e inaffidabile corpo di mortale, come un’astronauta in un bellissimo universo sconosciuto privo di gravità, solo nonostante le moltitudini presenti, ascoltavo soltanto il suono del mio respiro. La luna, come un’unghia tagliata perbene, cominciava a sollevarsi e irradiava una luce chiara e soffusa.

A Roma non è possibile conservare a lungo un sentimento triste. Tanto meno concentrarsi in profondità. Vivere alla giornata è il massimo che si possa fare. I pensieri si inceppano per il caldo, per i raggi del sole troppo forte, per la luce eccessiva. Eppure, in questa stessa città, in certi momenti pervade l’aria quel genere di tristezza. Respiro quell’odore. Sulla tangenziale di notte, nelle stazioni all’alba, all’interno dei centri commerciali. L’odore triste di quando nessuno ti guarda, nessuno ti ascolta dimostrandoti affetto, di quando ti senti solo un essere banale in mezzo alla folla. In questi momenti penso sempre che il desiderio maschile di ritrovare una madre nella propria compagna sia una deformazione del bisogno di essere amati. Ovviamente anche le donne cercano un padre nei loro uomini, e così facendo, aspettandosi a vicenda soltanto di ricevere senza dar niente in cambio, nell’aria si disperde solamente un’energia cupa sprigionata da desideri non corrisposti. In momenti come questi bisogna smettere di temere la tristezza. Il rischio peggiore è bastare a se stessi e soffrire per la solitudine che ne verrà fuori.

Il nostro silenzio non era imbarazzato. Era un silenzio ricco, di quelli che hanno il sapore dell’aria che brilla, di quell’aria fresca che, se respirata profondamente, riempie i polmoni di qualcosa di bello. Credo che per non farci travolgere dagli eventi dobbiamo stabilire una condotta precisa e seguirla con rigore. Altrimenti non ci resta che calibrare il nostro comportamento di giorno in giorno, con sforzo estenuante. Cosa che, ovviamente, nessun essere umano è in grado di fare. Perché di fronte ai sentimenti degli altri, ci perdiamo con una facilità disarmante. Tuttavia, non accorgerci della tristezza è una libertà che ci è sempre concessa.

Ti accompagnai alla macchina e ti guardai sparire all’incrocio. Ho sorriso e ho pensato alle settimane che sarebbero seguite. Ai luoghi che non avrebbero più beneficiato della tua presenza. Ed è in quel momento che ho creduto di non farcela. Per me era meglio continuare ad avere desideri irrealizzati.

acqua

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5 pensieri su “GEOGRAFIA ASTRONOMICA

  1. In questo blog si parla d’amore ma è un amore dal sapore stantio; si parla d’amicizia ma non emergono nè i presupposti giusti, né storie precedenti al quale ricongiungerla; si parla di ricordi ma non sono consistentemente evocativi e, per finire, si racconta un brevissimo percorso di vita ma che non ha nessun valore formativo. Le mie aspettative sono deluse, eppure avevo ricevuto così tanti pareri positivi.

  2. Queste parole sono un concentrato di emozioni e di sensazioni che solo chi le legge con una particolare attenzione riesce ad estrarne qualcosa. Quel qualcosa per me è stato una sottospecie di elaborazione di tutto, un senso di solitudine che ti sopraffà quando ti senti perso e senza uno scopo. Grazie per le tue parole.

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